Entrando nella Camera degli Sposi, affrescata da Andrea Mantegna nel Palazzo Ducale di Mantova, si entra in una celebrazione teatrale dello splendore dinastico, della stabilità, del potere e della ricchezza del casato. Come pure si vede celebrata la propaganda politica e culturale del marchese Ludovico II Gonzaga e della moglie Barbara di Brandeburgo.
Ma anche dietro queste pareti affrescate, come dietro molti fasti del Rinascimento, si celano realtà sociali difficili agli occhi contemporanei: ad esempio la giovanissima età delle spose, la precocità delle prime gravidanze e l'alto tasso di mortalità infantile, soprattutto tra i primogeniti.
Ma ancora più emblematico è proprio il caso di Barbara di Brandeburgo.
Certo nei primi anni la bambina come tale venne accudita; e nella fattispecie Barbara ebbe precettore quel Vittorino da Feltre pure ritratto nella Camera Picta proprio alle spalle della coppia regnante.
Una delle molte miserie della ragion di stato che non di rado si nascondono anche dietro i grandi capolavori delle arti e delle lettere.
✍🏻 die Veneris 19 Septembris 2025
Spose ragazzine, gravidanze precoci e mortalità infantile.
Barbara di Brandeburgo, un caso fra i tanti.
Sia chiaro, nei secoli passati, e dunque anche nel Rinascimento, per le famiglie nobiliari i matrimoni erano principalmente strumento di alleanza politica; e in questo contesto i figli, le femmine soprattutto, erano pedine predestinate.
Normalfilemente i contratti matrimoniali si ratificavano con la promessa sposa ancora bambina, la quale in genere raggiungeva poi la corte di destinazione in età che oggi definiremmo adolescenziale. Si pensi al caso di Isabella d'Este che arrivò a Mantova sedicenne come moglie anche di fatto di Francesco II.
Nata sul finire del 1422, già nel 1427 fu promessa sposa al figlio del duca di Pomerania; saltato però quell'accordo, nel 1433 arrivò a Mantova come sposa dell'erede al trono Gonzaga. E, probabilmente al fine di evitare un secondo annullamento, il matrimonio fu celebrato immediatamente nella cattedrale e la piccola futura marchesa fu lasciata direttamente in città.
Tuttavia, in un'epoca in cui la pubertà segnava l'ingresso nell'età adulta e il dovere di generare eredi al trono, non dovettero passare più di cinque o sei anni prima che fosse richiamata agli obblighi dinastici.
Se il primogenito comunemente riconosciuto, Federico I, nacque nel 1441, con Barbara poco più che diciottenne, sembra che in realtà lo avessero preceduto ben tre bambini morti infanti: Federico, Maddalena ed Elisabetta.
Non certo un'eccezione: le gravidanze precoci, affrontate con lo sviluppo fisico non ancora pienamente compiuto, accanto alle croniche deficienze mediche e igieniche dei secoli passati, portavano spesso a morti neonatali soprattutto fra i primogeniti.
Per organizzare una visita guidata alla Camera degli Sposi e al Palazzo Ducale basta scrivere.
Mmh... 23 ottobre...