I bozzetti delle nuove banconote in euro, tra compromesso politico e ironia
Berta chi?
Allora meglio fare un passo indietro.
Diciamo subito che l'alternativa fiume e uccelli, indubbiamente meritevole negli intenti ecologisti, e certamente inserita per smorzare le dispute campanilistiche, rischia però di scivolare in un anonimato da filatelia dei paesi emergenti degli anni '70 e '80.
Quanto alla cultura, intesa nel senso più lato, certo restringere la scelta a sei individui, tanti sono infatti i tagli delle banconote (5, 10, 20, 50, 100, 200 euro), dev'essere stata un'impresa non da poco; già io, se dovessi fare una cernita del genere in completa autonomia, chiederei per prima cosa di aumentare i tagli delle banconote almeno a un centinaio.
E solo a quel punto la sua presenza inizia a prendere un senso: è una donna, la prima a vincere il Nobel per la pace, nonché cofinanziatrice del premio stesso, ed è mitteleuropea.
Tutto inizia con un messaggio da un conoscente:
«Hai visto i bozzetti per le nuove banconote in euro? Ti piacciono? Però, chi cacchio è Bertha von Suttner?»
A bruciapelo, la sola Berta che mi viene in mente è la Berta di Avignone concupita da Brancaleone da Norcia nel secondo film sulle sue sgangherate avventure. Ma ho dei dubbi che si tratti di lei.
La Banca Centrale Europea (BCE) alcuni anni fa ha avviato l'iter per immettere in circolazione nuove banconote in euro. La prima fase, avvenuta a invito, ha portato all'individuazione di due possibili filoni tematici a sostituire quello delle architetture ideali attualmente presenti sulla nostra cartamoneta: rispettivamente personaggi emblematici della cultura da un lato, e fiume e uccelli rappresentativi dall'altro.
Per ciascun filone sono state preselezionate cinque serie di bozzetti, che in quest'estate 2026 sono oggetto di un sondaggio di preferenza aperto a tutti i cittadini.
Nonostante la premessa, occorre però ammettere che i nomi selezionati dalla BCE per i tagli da 5 a 100 euro sono indubbiamente universalmente riconosciuti: Maria Callas, Ludwig van Beethoven, Marie Curie, Miguel de Cervantes, Leonardo da Vinci... sfido a contestarne la scelta.
L'asino cade con la proposta di abbinamento alla banconota da 200 euro: appunto Bertha von Suttner. E cade perché, al di fuori dei tre cultori di quiz sul Nobel e forse di un ristretto ambito germanofono, si tratta di una vera illustre sconosciuta. Per raccapezzarsi occorre almeno una volata su Wikipedia.
Tradotto: dà perfetta parità di genere (tre banconote al maschile e tre al femminile), riduce lo sbilancio tra latini e germani (quattro delle prime cinque figure sono correlate all'Europa meridionale o comunque latina), e fa da promemoria al valore fondante della pace per l'Unione Europea.
È insomma la tipica scelta da assemblea condominiale o da premio Nobel, in cui si finisce per deliberare la soluzione che salva la forma.
E amen sulla sostanza.